Pubblicato da Giulio su 25 Settembre 2009
Come sicuramente alcuni di voi avranno notato, ora lineavariegata.it sembra un sito finito.
Siccome “sembra” e basta, volevo segnalarvi che ho approntato un bellissimo FORUM che suggerirei di usare per proposte, chiarimenti, dubbi e quant’altro.
Personalmente credo ci siano ancora diverse cose da sistemare (contenuti video? menu di navigazione vari? gerarchie e tassonomie? blog?) e sarebbe bello sentire che ne dite. Diciamo che è passata la fase in cui rispondevo “sarebbe bello farlo ma non so come”, ora dovrei essere in grado di sistemare più o meno tutto secondo necessità.
Fateme sapè.
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Pubblicato da Giulio su 24 Settembre 2009
Ecco cosa mancava: i moduli cck e views!
Per tutti i newbie di drupal come me che si sono chiesti come creare tipi particolari di nodi, come presentare in maniera automatica gli ultimi articoli pubblicati, ecc ecc…
Content Construction Kit (CCK) permette di creare tipi di contenuto (ovvero nodi) personalizzati. Si tratta di una risorsa talmente utilizzata che è stata parzialmente integrata nel core di drupal 7. Immagini, video, email, gmaps, e un infinità di altri tipi di campi.
Views permette di creare delle “viste”, ovvero generare delle pagine, blocchi, liste, ecc, sulla base di query personalizzate. E’ possibile filtrare praticamente qualsiasi cosa (tassonomie, tipi di contenuto, utenti, tag, …), quindi è facile capire la potente combinazione di cck e views per creare, ad esempio, pagine dinamiche dove far confluire i contenuti pubblicati dai vari autori.
Al momento li sto usando per personalizzare la galleria di immagini e creare un widget “stile flickr” con le ultime immagini caricate. Non da ultimo views fornisce un simpatico tool per la personalizzazione del template, che genera automaticamente php e css.
Ecco un interessante video tutorial.
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Pubblicato da Giulio su 18 Settembre 2009
Drupal ver. 5.x
Dopo aver speso diverso tempo a smanettare con IMCE, decido che l’interfaccia non mi piace, ma soprattutto non permette la facile interazione con le immagini. In questo senso molto meglio il modulo Image che permette di creare nodi come immagini, risolvendo l’imbarazzante problema dell’inserimento inline di immagini caricate.
Insieme al modulo Image ho installato il modulo Image assist (5.x-2.0-alpha4) e speso giorni alla ricerca dell’integrazione con FCKEditor (5.x-2.3), sia tramite il modulo wysiwyg API, sia senza. Il problema era l’inserimento inline dell’immagine nell’editor.
L’integrazione tra i due moduli dovrebbe avvenire copiando il file img_assist_fckeditor.js dalla cartella dei plugin di fckeditor alla cartella del modulo img_assist. Purtroppo, anche se posso accedere a img_assist tramite l’editor, non si riesce a inserire l’immagine inline. Succede una cosa strana: viene attivato il pulsante img_assist sulla barra di fckeditor, e disabilitato quello di defualt, sotto il textbox. Invece, disabilitando l’editor rich-text, posso accedere a img_assist tramite il pulsante sotto il textbox, che ricompare per magia, e mi permette di inserire l’immagine attraverso il tag inline. Tornando alla versione rich-text però non vedo l’immagine, che però una volta pubblicata è visibile. Scopro che non è un problema comune e provo diverse soluzioni, smanetto con i formati di input, installo il modulo Inline, dello stesso mantainer di Img_assist, installo la versione 1.x di img_assist, provo a debuggare il codice da me, ma le mie competenze informatiche di php e java sono ancora troppo “misto mare”. L’errore java che mi compare (usando IE) è “Line 84. Char 5. Error: Can’t move focus to the control because it is invisible, not enabled, or of a type that does not accept the focus. Code:0″ , cercare su google non serve molto.
Il problema da risolvere è: come inserire facilmente immagini nel testo? Il modulo inline non è male e assomiglia all’inserimento di wordpress, tuttavia o si caricano le immagini tramite l’upload di drupal (creando il fastidioso effetto attach, che non mi piace), oppure si mischia l’upload di img_assist e inline, ma mi sa troppo di soluzione di ripiego.
Alla fine, bando alle ciance, installo TinyMCE tramite wysiwyg API. Questo permette l’integrazione nativa con img_assist, risolvendomi ogni problema. Tengo installato il modulo inline che potrà tornare comunque utile in futuro. Inoltre grazie all’API ho attualmente installato: TinyMCE, FCKEditor, OpenWYSIWYG, cercando di tenermi aperte diverse possibilità quando capirò le necessità degli utenti.
Prossimo problema: gallerie di immagini (in prova la funzione del modulo Image) e personalizzazione del titolo dei blog (diamine, pare un banale problema mai risolto).
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Pubblicato da Giulio su 25 Luglio 2009
Inizio ad avvicinarmi al mondo di Drupal. Il primo impatto, poco dopo aver accantonato il manuale (senza averlo finito di leggere, cosa che farò sicuramente), è lo stupore di fronte alla flessibilità del prodotto.
Tralasciando i mille dubbi e problemi relativi al tema e all’aspetto, mi tuffo subito nella questione “gestione del contenuto”.
- Miglior editor wysiwyg
- Come gestire le immagini
- Come gestire l’upload di file da parte dell’utente
Dopo lungo navigare e leggere, ho scelto FCKEditor integrato con IMCE.
Siccome ovviamente ho prima provato molti altri moduli, come Image, Image Assist, Wysiwyg, non mi sono stupito particolarmente quando ho notato due grossi problemi, fortunatamente risolti, che all’inizio ho imputato al forsennato installa/disinstalla.
1. impossibile caricare file sul proprio spazio utente.
Questo succede perchè bisogna impostare i permessi della cartella in cui avviene l’upload a 777. Se non ci riuscite, cancellate la cartella e createne una voi con lo stesso nome.
Questo problema mi è successo anche col modulo WordPress Import, cioè non riuscivo ad accedere alla cartella per importare il file xml. E’ bastato semplicemente creare la cartella files/wordpress e copiare dentro il file via ftp. Oppure si sarebbe potuto impostare i permessi a 777 e poi fare l’upload tramite il modulo.
Il punto resta comunque che le cartelle generate automaticamente dai moduli in /files hanno tutte permessi 775 con proprietario il webserver, rendendole di fatto inaccessibili. Cancellarle, crearle via ftp e cambiare i permessi a mano non è di certo la soluzione migliore, ma al momento va bene così.
2. impossibile vedere le immagini inserite nel conenuto
Questo è talmente banale che non si trova facilmente. Bisogna aggiungere il tag <img> tra i tag ammessi come input dall’utente, altrimenti questo viene rimosso in fase di invio della pagina al browser.
Il vero problema è che io credevo di averlo fatto ma ho scoperto che la mia versione (la 5.6 mi pare) ha un bug che impedisce di aggiungere tag consentiti. La soluzione è ben spiegata qui (tra l’altro permette, più o meno, di capire come leggere una patch per drupal).
Potrebbe aiutare per ulteriori problemi http://drupal.fckeditor.net/troubleshooting.
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Pubblicato da Giulio su 23 Luglio 2009
Sto cercando di creare un sito chiamato lineavariegata.it, forse te ne ho già parlato, avevo anche fatto un post qualche mese fa.
Il mio punto di vista è che lineavariegata sia uno spazio aperto per la nostra creatitvità. La base su cui far nascere questo spazio dovrebbe essere sostanzialmente il rapporto di amicizia o conoscenza che già ci lega. Infatti l’idea del sito mi venne per poterci tenere in contatto anche se distanti, e darci la possibilità di sviluppare progetti o mostrare ciò che facciamo/pensiamo.
Anche se esistono già parecchi social network/forum/blog utili a questo scopo, penso che uno spazio completamente nostro possa essere maggiormente espressivo, non dovrebbe comportare l’iscrizione a facebook per essere visto (:P), inoltre ha un nome facile da ricordare.
Continuerei a spiegare per ore come nasce l’idea del sito, perchè così evito il problema di fondo: cosa ci mettiamo dentro?
Ma in verità, capire chi è il destinatario di un sito permette di realizzarlo meglio, quindi ci tenevo a chiarire che per quanto mi riguarda i primi destinatari del sito siamo noi, i nostri amici, parenti, conoscenti e animali domestici.
Se siamo d’accordo su questo punto, allora dentro ci può essere qualsiasi cosa di ricreabile sul web (e dalle nostre competenze). Andando sul pratico mi viene da pensare a:
- luoghi variegati (http://luoghivariegatibeta.blogspot.com/)
- le strisce di anolo (http://kintaroisland.wordpress.com/category/anolo/)
- le realizzazioni di bea
- le vecchie puntate dei programmi di cultura andate su rcf (il culto degli avi, gummo, il memoriale del sig. k, dreamville….)
- le magliette fatte dalla Cri
- ricette
- disegni, quadri, fumetti,
- contest di narrativa, video, quiz, simpatia, bla bla bla ?????? e quant’altro…..
Insomma, una piazza dell’espressività, dove chi sente di voler dire qualcosa lo può fare liberamente.
Andando molto più sul pratico, il sito usa un CMS chiamato Drupal. Non si chiede a nessuno di imparare a usarlo, forse basterà sapere qualcosina su come si pubblica online. Ma insomma, niente di che, vi faccio notare che sia Bea che Mattia sono in grado di gestire un blog da soli 
Al momento lo spazio è un cantiere appena aperto, ci sono solo prove tecniche per capire come funziona Drupal, spero di capirlo in fretta così da potervi dare i super poteri necessari a fare quello che vorrete fare sul sito (pubblicare qualcosa, presumibilmente =).
Per quanto riguarda come comunicarci le nostre impressioni/idee sulla cosa, potrete: commentare di seguito oppure commentare l’intro di lineavariegata.it.
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Pubblicato da Giulio su 5 Giugno 2009
Nell’attesa che lineavariegata.it si sviluppi, Mattia ha iniziato a curare quella che diventerà sicuramente una parte del sito: i luoghi variegati.
Fin da ora invitiamo tutti a contribuire segnalandogli via mail luoghi variegati. Di seguito il mio contributo, direttamente dai ricordi del Giappone.
Giappone, Kyoto, Okonomiyakiya (dinner)
Il posto non ha niente di caratteristico. Non attira nè turisti nè giapponesi. E’ un ristorantino minuscolo, ricavato da quello che potremmo chiamare garage dalle nostre parti, più probabilmente la veranda di un appartamento sul piano strada.
All’interno 3 tavoli per l’okonomiyaki, una frittatona tipica che viene cucinata e mangiata direttamente sul tavolo-piastra, possibilmente spennellata con una strana salsa forse apparentata con la soia. Il posto sembra sporco, ma in realtà è solo invecchiato male. Il proprietario è un serissimo uomo sulla sessantina, che fa da babysitter ai nipotini nella stanzetta accanto e ogni tanto passa a recuperarne uno che scorrazza tra i tavoli. Unica lingua possibile per comunicare: giapponese. Ma a gesti si riesce almeno a cenare.
Cibo surgelatissimo, bevande in bottiglia. Al muro poche cose, tra cui un caschetto da cantiere, residuo forse del secondo lavoro del ristoratore.
Prezzo stracciatissimo. Non so proprio capire perchè dovreste andarci. Ma io, se posso, ci torno.
Giappone, Kyoto, Salvage Bar (after dinner)
Se c’è una cosa che i salary man giapponesi amano fare la sera è sbronzarsi. Non ci vuole tanto, ma cercano comunque di farlo in grande stile. Allora salta fuori un micro-pub dal sapore vagamente australiano, il vagamente comprende una pacchianissima versione dell’Ultima Cena in bassorilievo vicino all’entrata del cesso e ammenicoli vari. Quattro tavolini e un lungo bancone assediato da alti sgabelli. Dietro, una riserva di superalcolici di discreta qualità e un giovane barista pronto ad ascoltare tutti i vostri problemi.
Il grande stile consiste nell’appoggiare sul bancone una banconota di grosso taglio e aspettare che si trasformi lentamente in fiumi di alcol. Di giappionese poco, forse qualche snack, sicuramente niente sake.
Le varietà di whiskey non sono male e, ovviamente, si può fumare dentro. Potete portarvi delle carte e giocare al tavolo. Metà degli sgabelli al bancone sono per gli habitué.
View Larger Map
P.S. l’Okonomiyakiya è la storica bettola che dà il nome al famoso e abbandonato blog che abbiamo tenuto io e il fede durante il viaggio.
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Pubblicato da Giulio su 1 Giugno 2009
La pausa post-pranzo mi porta all’articolo di repubblica che parla di Google Wave.
Se c’è uno strumento che avevo in mente di usare quando pensavo a Lineavariegata.it, beh, era Google Wave.
Peccato che non l’abbiano ancora finito di sviluppare. Però, se la cosa dovesse essere completata entro l’anno, vi invito caldamente a darci un occhio e capire come funziona, lasciando pure perdere i rudimenti di google doc.
So che non siamo in un epoca in cui si può parlare di strumenti definitivi, che soddisfano ogni esigenza, ma questo sembra andare molto vicino all’idea che API e AJAX hanno permesso di formulare, cioè che si potessero integrare online, utilizzando un browser, diversi strumenti per la condivisione di informazioni: mail, chat, blog, forum, poll, ecc ecc…
Per quanto mi riguarda, le uniche due parti da capire sono:
- l’integrazione con account diversi da google, ovvero l’implementazione di openID (che su blogspot già viene usato)
- lo spazio disponibile, dato che siamo ancora lontani dal server personale, dove ognuno di noi possa lasciare online materiale audio/video di certe dimensioni.
Per il resto: entusiasmo.
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Pubblicato da Giulio su 20 Aprile 2009
Hey!! Ma perchè nessuno scrive niente???
Ah…..dovrei farlo io?
Cosa? avevo promesso???
Ah, già….scusa matte….
E’ che ogni tanto rivivo questo dramma del blog, sai? Cosa scrivere? Come sapete non mi aggiorno quotidianamente, nè tantomeno approfondisco troppo temi di interesse generale. Quindi più di postare qualche video o qualche news presa da siti interessanti, il resto viene offuscato dalla noia nel leggere i miei feed.
Ovviamente per me è importante condividere informazioni utili.
Ovviamente adoro cercare di farvi sorridere mentre lo leggete.
Poi finalmente mi ricordo che ho un blog perchè necessito di un modo per esprimere i miei pensieri. E che, anche se non sono interessanti o spiritosi, potenzialmente sono letti dalle persone che mi interessano, risolvendo problemi dovuti alla lontananza o all’incapacità di comunicare col giusto tempismo o con le giuste parole.
Lineavariegata.it ha solo subito una battuta d’arresto. E’ sempre nei nostri cuori. Aspetto con ansia di aver finito gli esami per dedicarci il tempo che merita. Nel frattempo spazio alle discussioni, se qualcuno avesse voglia di parlarne. Anche perchè non sappiamo nè come sarà fatto nè cosa ci sarà dentro.
Ho finito di leggere Psicomagia, di Jodorowky. Volendo sperimentare il sogno lucido, cioè la possibilità di “guidare” il sogno:
primo tentativo: fallito…..nemmeno mi ricordo se ho sognato qualcosa
secondo tentativo: fallito…..nemmeno mi ricordo se ho sognato qualcosa
terzo tentativo: fallito…… bah……concludo che sogno quando sono sveglio…….
La mezzanotte è passata da 2 minuti esatti. Sto qui a pesare la miseria. Devo prendermi alla sprovvista.
Vado in bagno, accendo la luce, mi guardo nello specchio sopra il lavandino. Bello schifo. Sorridi. Dai, prova a sorridere, ecco, così. Facce buffe: gioco di mandibola, sopracciglia su e giù, occhi da strabico. Bocca aperta. Occhi strizzati. Linguaccia, lingua che prova a toccare il naso. Occhiolino. Occhi pallati. Sorriso a denti stretti.
I muscoli della faccia si tendono e si rilassano. E’ il momento di una bella sberla. Ecco, sono sveglio.
Torno in camera, mi siedo. Preferisco non vedermi mentre lo faccio. Tanto so perfettamente come va, non devo vederlo. Calcio ben stretto nella mano destra. Canna appoggiata al mento. BANG. Il cervello schizza sull’armadio alle mie spalle. Stringo ancora più forte l’impugnatura. Appoggio alla tempia destra. BANG. Altro schizzo di cervello alla mia sinistra. Cambio rapido la mano. Appoggio la pistola alla tempia sinistra. BANG. Ancora cervella dappertutto.
Mi rialzo. Torno in bagno e mi guardo di nuovo allo specchio. Sto ridendo.
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Pubblicato da Giulio su 25 Febbraio 2009
Un signore incontra un amico, gli stringe la mano e fa un leggero cenno con il capo.
E’ così che crede di averlo salutato, ma il saluto è già stato inventato e il signore educato non fa che calzare il saluto.
Piove. Un signore si rifugia sotto un portone. Quasi mai i signori come lui sanno che in fin dei conti sono scivolati su un toboga prefabbricato dalla prima goccia di pioggia al primo portone. Un umido toboga di foglie fradicie.
Ed i gesti d’amore, questo dolce museo, questa galleria di figure di fumo. Si consoli la tua vanità: la mano di Marco Antonio cercò quel che cerca la tua mano, nè la sua cercò nè la tua cerca qualcosa che non sia già stato trovato fin dai tempi dei tempi. Ma le cose invisibili hanno bisogno di incarnarsi, le idee cadono a terra come colombe morte.
Ciò che è veramente nuovo fa paura o meraviglia. Queste due sensazioni ugualmente vicine alla bocca dello stomaco accompagnano sempre la presenza di Prometeo; quel che resta è la comodità, quel che riesce sempre più o meno bene; i verbi attivi contengono il repertorio completo.
Amleto non dubita: cerca la soluzione autentica e non il portone di casa o le vie già percorse-nonostante le scorciatoie e i crocicchi che offrono. Vuole la tangente che incrina il mistero,la quinta foglia del trifoglio. Fra il sì e il no, quale infinita rosa dei venti. I principi di Danimarca, falchi che scelgono la morte per fame piuttosto che cibarsi di carne morta.
Quando le scarpe stringono, buon segno. C’è qualcosa che cambia, qualcosa che ci dimostra, che sordamente ci pone, c’imposta. Per questo i mostri sono tanto popolari e i giornali vanno in estasi per un vitello bicefalo. Quale opportunità, quale abbozzo di un gran salto verso altro!
Guarda chi si vede.
-Come va, López?
-Come va, carissimo?
E’ così che credono di essersi salutati.
Julio Cortázar, “Come va,López?”, in Storie di cronopios e di fama, Torino, Einaudi, 1971.
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Pubblicato da Giulio su 13 Febbraio 2009
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