Recap 2015

Il post precedente narrava del 2014, anche se era datato i primi mesi del 2015. Ora provo a fare un recap, assai grossolano, del 2015.

Casa nuova

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Un pezzo di cucina.

Tra la primavera e l’estate del 2015 abbiamo sistemato la casa della nonna dell’Angela. Non noi direttamente, ma una serie di operai e artigiani assai competenti. Noi abbiamo solo tinteggiato e messo i battiscopa.

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Pareti.

Ora ci viviamo dentro, a Padova. C’è un comodissimo divano, non avrei mai pensato che sarei stato così legato al divano. Invece devo ammettere che è un pezzo importante della casa. Il divano, sì.

Colecistectomia

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Ho una app che fa didascalie in Comic Sans.

Siccome dovevo dimagrire rapidamente in vista dell’estate e del matrimonio, ho pensato di farmi asportare la colecisti, o cistifellea. In realtà stava per esplodere, a quanto mi dicono. Si tratta di un piccolo organo senza il quale sembra sia possibile vivere tranquillamente.

Lavoro

Non è facile mettersi a fare il freelance partendo da zero. Lo è ancora meno se non si hanno le idee chiare sul lavoro che si vuole fare. Ho impiegato mesi a capire che non potevo sopravvivere facendo i corsi di formazione che avrei voluto fare. Così mi sono ricordato che sono anche sviluppatore web. Quello paga molto meglio.

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Ho giocato un sacco a Ultimate.

Poi ho lavorato a dei centri estivi per bambini che vogliono giocare e imparare con la tecnologia. E da Ottobre 2015 continuo, circa, quel lavoro presso H-FARM. Un posto assai ganzo. Ad ogni modo di queste cose vorrei riuscire a parlare di là.

Matrimonio

Il 29 agosto mi sono sposato con Angela. È stata una giornata emozionante, di quelle che vorresti non finissero più. Non ho mai ringraziato tutte le persone che ci vogliono bene e ci hanno pensato quel giorno, che c’erano o che non c’erano. Quindi lo faccio adesso: grazie!

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Se quel giorno avete fatto foto, mandatecele!

Poi siamo andati in viaggio a Sicilia. Sole, mare, cibo, relax e altro cibo. Credo ci sia un albumsimpatia da qualche parte su Facebook.

Poi

C’è stata un’impennata di cose da fare, che abbiamo provato a segnare sulla lavagna in cucina.

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Alcune delle cose fatte a Dicembre.

Negli ultimi due mesi non siamo più riusciti ad aggiornarlo. Ma sono convinto le cose cambieranno tra poco🙂

Recap 2014 e buoni propositi

Facciamo un riassunto del mio 2014, altrimenti finisce che me lo dimentico.

Saluti a Rovigo

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Il libro del progetto Habitat

Da settembre 2012 ho iniziato a vivere a Rovigo, per avvicinarmi al lavoro. Lavoravo a Comperio, una piccola ma tosta azienda che si occupa di servizi informatici per le biblioteche. A Rovigo mi sono divertito molto, ho conosciuto gente super in gamba e scoperto una città creativa e vitale. In culo chi dice che è noiosa, vi ci porto io a fare un giro se volete😉

Intorno a marzo, un amico mi contatta per farmi una proposta indecente (sul serio, è l’oggetto della mail che mi ha mandato): partecipare a una startup.

La startup

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Dopo una corsa sotto la pioggia

Mollo il lavoro a Comperio e passo giugno e luglio sul divano di casa di Valerio, a Milano. La startup, TwoReads, si occupa sempre di libri ma non di biblioteche, prevalentemente di editori e lettori. Sono state settimane concitate, quelle in cui succedono talmente tante cose che ti fermi credendo sia passato un anno e invece è passata appena una settimana.

Ho imparato un sacco di cose sul famigerato mondo delle startup, cose belle e cose meno belle. Ma soprattutto ho imparato alcune cose su di me e sul lavoro indipendente. Cose che sto ancora metabolizzando dopo mesi e chissà se riuscirò ad uscirne.

Una parentesi tonda

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Bere birrette al baretto sulla collina

Ad Agosto sono andato a trovare l’Angela in Africa, per due settimane. Avrei voluto scrivere subito un post a riguardo. Ora mi sono dimenticato un sacco di cose.

È stato un viaggio fantastico, non solo perchè che-palle-stare-lontani-per-mesi-finalmente-rivedo-l’Angela, ma perchè non avevo aspettative particolari. Intendo dire che l’Africa era l’ultimo dei viaggi che credevo avrei fatto nel breve-medio periodo. La mia cultura personale riguardo l’Africa si limita a un mai-finito-di-leggereStoria delle guerre africane” che presi dopo aver letto una brochure della campagna Sbilanciamoci di Lunaria sul mercato delle armi. Per rimediare durante il viaggio mi sono finalmente letto lo straordinario “Armi, acciaio e malattie”, consigliatissimo.

Vabbè, ma parlando dell’Africa vorrei fare alcune considerazioni, a questo punto un po’ alla rinfusa:

  • continuavo a pensare “sbucano dalle fottute pareti”, ma considerata la scarsità di pareti non poteva essere così. Semplicemente c’erano un sacco di persone in strada. Ovunque, in qualsiasi momento del giorno. Sembrava che la maggior parte della vita avvenisse per la strada.
  • sono stato prevalentemente vicino a Iringa, grosso centro abitato in mezzo alla Tanzania, dove le case con più di un piano saranno al massimo una decina. Fuori da Iringa, dove si vedono anche case più o meno come le nostre, la costruzione media è fatta di terra ed è composta da una singola stanza che si usa per cucinare e dormire.
  • il safari è fico. Sul serio. Una gigantesca caccia al tesoro in jeep dove il gioco consiste nel trovare gli animali più difficili da vedere, solitamente i predatori. Mi sono divertito.
  • ho mangiato un po’ di tutto, friggono un sacco, quindi è tutto buono. Ah, e il sapore della frutta, pazzesco.
  • poi sono stato anche a Zanzibar, che è fico se dovete fare colpo sulla vostra ragazza tipo per chiederle di sposarvi (sì, l’ho fatto). Ma a parte questo è una piccola isoletta super turistica dove la maggior parte del tempo cercherete di difendervi da gente che cerca di incularvi per dritto e per rovescio. Ma sempre in maniera super elegante e cordiale (a parte uno che voleva proprio derubarci). No, non consiglio Zanzibar come meta di viaggi, sappiatelo.
  • se andate in Africa e siete bianchi allora siete dei “musungu”. Ovvero i locali hanno un po’ di aspettative da parte vostra, che vanno dalle caramelle al denaro. A seconda delle persone che incrocerete lo sguardo potrebbe variare da un “hey, ciao amico” a un “cazzo ci fai qui”. Però in qualsiasi caso verrete salutati. Il livello di cortesia è spaziale. Cortesia e formalità. All’Angela piace salutare la gente, quindi mi ha insegnato almeno 6 modi diversi per farlo e per proseguire una conversazione fatta di nulla, incentrata prevalentemente sul fatto che va tutto bene, grazie. Ma con diversi botta e risposta.
  • ho visto la vita che può fare un “espatriato” in Africa ed è dannatamente lussuosa. È stato solo un assaggio, ma ho notato che potenzialmente uno è perfettamente in grado di ignorare la società locale e vivere all’interno di un ecosistema da “espatriato”.

Tralasciando il fatto che è un continente dannatamente gigantesco, e io ne ho visto un pezzetto piccolissimo, sì ci tornerei, è stato una figata. Non saprei dire per la pallacanestro, le dimensioni del pene e il ritmo nel sangue, ma secondo me, il luogo comune riguardo lo stile di vita più placido è vero, si fa tendenzialmente una sola cosa al giorno.

Una parentesi quadrata

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La slide iniziale di una presentazione

Da febbraio ho aperto a Padova un CoderDojo, un club aperto a bambini dai 7 ai 12 anni dove imparano a programmare e usare varie diavolerie tecnologiche (come Arduino o stampanti 3D). La cosa è nata in Irlanda nel 2011 e ne sono stati aperti a bizzeffe negli ultimi anni. Non vi annoio con tutti i concetti didattici e pedagogici che stanno dietro al “pensiero computazionale” e come ce ne occupiamo al coderdojo, la cosa più importante è che mi diverto un mondo e sono il primo a imparare un mondo di cose.

Siamo stati alla MakerFaire di Roma, al MIUR e alla Camera, ho conosciuto un sacco di persone appassionate sparse in tutta Italia. Sì, è decisamente fantastico.

Ciao Treviso

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3 (°-°)

Dal primo Gennaio 2015 mi sono trasferito a Treviso con Angela. Lei deve stare qui 6 mesi e così, siccome ci siamo anche un po’ stufati di stare lontani, sono venuto a fare il suo coinquilino.

Ora siamo qui da alcune settimane e non ho molto da dire sulla città, carina, un po’ borghese, intima, devo ancora esplorarla per bene. Non ho l’internet e sono diventato assiduo frequentatore della biblioteca, che mi da l’internet e i DVD gratis. Anche a Milano usavo parecchio le biblioteche e la libreria Open, prima di scoprire che avevamo una scrivania al PoliHUB. Comunque qui a Treviso non c’è uno spazio di coworking quindi l’unica soluzione è la biblioteca.

Torno circa ogni settimana a Padova, spesso per andare al Talent Lab che è un posto fico e… guardatevi il sito insomma.

Buoni propositi per il 2015

Da alcuni mesi ho salutato la startup e voglio provare a fare dell’educazione digitale, o come diavolo la vogliamo chiamare, una professione. Non so ancora bene come andrà a finire, intanto provo a far partire dei corsi per grandi e piccini. Vi tengo aggiornati.

Ah, e chi vuole si tenga libero il 29 agosto, che io e l’Angela ci sposiamo.

Cose da fare a Rovigo #2: Cineforum

Questa è una retrospettiva! Su una cosa bella che si poteva fare fino a qualche mese fa: il cineforum!

Si chiama CineGap ed è stato il punto di riferimento dei miei lunedì sera. Cicli tematici di 3-4 film, preceduti da una breve presentazione e un cortometraggio (spesso una rassegna nella rassegna). Al termine dell’incontro, per chi voleva fermarsi, bibite e cibarie da contorno a chiacchiere in libertà.

La cosa bella del cineforum è che chiunque può proporre delle rassegne, così lo scorso inverno ne abbiamo fatta una dedicata a cinema e videogame che avevo proposto io. E al posto dei cortometraggi ho mostrato alcune scene da videogiochi particolarmente significativi per il mio discorso sulla transmedialità (molto di quello che c’è da dire è espresso in questo bel saggio-video su vimeo: Transmedia Synergies).

Partecipare ad un cineforum è un modo fantastico per scoprire nuovi film. Ogni proiezione ha un senso ed è inserita in un preciso contesto e anche se il film alla fine non piace (raro) c’è sempre il buffet.

Cose a Rovigo #1: Progetto Habitat

È un sacco che non scrivo qui, così mi son detto: “Scriverò qui!”

Eh…mi sono successe un sacco di cose veramente interessanti in questi mesi. Cose che quando la gente mi chiede, un po’ sarcastica: “come va a Rovigo”, mi vien da spiegare che alla fine, ovunque vai, dipende da cosa fai e chi frequenti. Oppure da quanto latte c’è in frigo.

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Ad esempio, la scorsa primavera, ho preso parte al Progetto Habitat (grazie al buon Ciro). Per me ha significato partecipare al laboratorio documentari (qui foto accattivanti), appassionarmi della città, conoscere un sacco di persone nuove e interessanti, contribuire alla realizzazione di alcune iniziative molto creative e coinvolgenti. Di fatto il “Progetto” è stato un coordinamento tra varie realtà associative locali, mirato a realizzare interventi di arte pubblica.

Devo ammettere che, nonostante spesso mi senta molto naïve nell’affrontare alcuni temi (immigrazione, società, urbanistica, politica), sono stato veramente soddisfatto delle cose fatte e dei compagni di viaggio. Questo perchè, tra le altre cose, non ci siamo limitati a indagare le trasformazioni della città e dei suoi abitanti, ma abbiamo ogni volta cercato il coinvolgimento dei cittadini.

A Badia Polesine, durante il Festival dei Popoli (foto belle qui), abbiamo passato una giornata a intervistare gli abitanti sulla situazione della città (cosa c’è/funziona vs cosa vorresti/non funziona), provando a riempire con le risposte la sagoma della città.

Abbiamo realizzato una cosa fichissima legata ad un parco ai confini della città: Parco Langer. Ovviamente ve lo spiego a voce se cliccate su una cosa fichissima (altre foto ancora). Nota: nell’intervista sembro eccessivamente serio, ma è solo per fare da contrasto alla maglietta buffa che indossavo quel giorno.

Durante la 2 giorni che ha concluso il lavoro dei laboratori, la città è stata sommersa di eventi: monologhi, rappresentazioni, mostre fotografiche nei negozi e in giro per le strade. Come lab.doc., oltre all’intervento su Parco Langer (vedi una cosa fichissima), abbiamo proposto un incontro pubblico del laboratorio. Così ci siamo messi in piazza e abbiamo coinvolto un po’ di persone per riflettere su un pezzettino di città.

È stato così entusiasmante che abbiamo deciso di portare avanti il lab.doc. un altro po’. Staremo a vedere cosa succederà, nel frattempo a Rovigo non ci si annoia di certo.

Film brutti

Grazie all’iniziativa Festa del Cinema, sono riuscito ad andare a vedere un film brutto al cinema spendendo solo 3 €.

Il film era The Man with the Iron Fists, di RZA. Che non solo ha fatto male l’attore, la sceneggiatura e la regia. Ha fatto male anche l’unica cosa che di solito fa bene, ovvero la colonna sonora. Menzione speciale a Eli Roth che si riconferma in grado di rovinare qualsiasi cosa a cui collabori. Grande rammarico per non aver devoluto i miei soldi a Iron Man 3.

Con un pizzico di orgoglio, posso dire di essere in una fase molto positiva della stagione “film brutti“. Pochi giorni fa, ho infatti visto un classicone anni ’80: Linea mortale. Ricordavo spezzoni del film, ma non l’avevo visto tutto. Mi ha permesso di confermare che: un Baldwin deve sempre trombare con qualcuno; la qualità di un film è inversamente proporzionale al numero di attori famosi che ci recitano; il Mereghetti dà 2 stelline a qualsiasi cazzata.

Non sono sicuro di aver concluso la stagione dei film brutti, sento di avere ancora frecce al mio arco. Resta la domanda: perchè vedere film brutti? Ancora non lo so. Devo vederne altri per potervi rispondere.

Ultimamente non ho molti motivi per risparmiare denaro

Di recente mi sono messo a fare shopping online. Niente di che, avevo voglia di vedere dei cartoni animati, così sono finito su Amazon e ho comprato alcuni DVD. Poi mi sono ricordato di Don Hertzfeldt e che volevo dargli dei soldi, così ho preso anche i suoi DVD.

CONTRO

Vivo da solo e lavoro fuori casa tutta la settimana. I corrieri sono una cosa disastrosa in quanto a sensibilità per questo mio problema. Inoltre spesso non puoi scegliere il corriere da usare😦 Esperienza positiva: TNT – non mi trovano a casa, mi chiamano chiedendomi cosa voglio fare. Dico che passo io, sono aperti fino alle 19.30 e relativamente vicino casa mia. Oh!Yeah! Esperienza negativa: Bartolini – non mi trovano a casa e lasciano un foglio che non è valido per il ritiro in magazzino. Sul foglio c’è scritto di chiamare eventualmente ma gli orari sono 9-12.30 e 15-17.30 (quasi peggio delle poste). In maniera rocambolesca il giorno seguente riesco ad ottenere che il pacco non venga nuovamente recapitato ma per poter andare a ritirarlo devo far mandare una mail dal mittente che blablabla…..alla fine va tutto bene, ma customer satisfaction -10.

PRO

È molto comodo poter soddisfare le proprie passioni stando comodamente seduti al pc. Senza considerare che online si trova molto di più di quanto si riesce a trovare in molti negozi. Ma le due cose che mi danno più soddisfazione sono:

1. la possibilità di dare soldi alla gente che se lo merita! (stasera sono diventato fan di kickstarter, ma c’è anche etsy, threadless, ecc. ecc.)

2. il fatto che quando si riceve un pacco è un po’ come fosse Natale