"…con le pinne, fucile ed occhiali…"

Scrivo nella speranza che non stacchino la corrente all’improvviso.
Acqua alta eccezionale, la massima viene rilevata a 156 cm, intorno alle 11.
La ciliegina sulla torta per “un inizio dicembre strepitoso”, secondo il mio oroscopo.
Come tutti i lunedì da qualche mese a questa parte, mi sveglio intorno alle 6.20 per andare a prendere il treno delle 7.21. Peccato che oggi fosse giornata abbonamento, che vuol dire, se uno non si organizza prima, perdere quei 30” in più in edicola, e di conseguenza il treno, oggi un vero e proprio prodigio di tecnologia futuristica, quindi senza maniglie esterne delle porte a cui aggrapparsi. Ho fatto appena in tempo a toccarlo e gridare “1,2,3 per me”.
“Poco male…”, penso dopo solo 10 minuti, dopo aver smaltito una sequela di imprecazioni contro la muraglia umana che smonta da quel treno a padova e che mi ha annegato sulle scale verso la banchina impedendomi di prendere il treno, “poco male, prendo quello delle 7.33, o quello delle 7.38 e così via”.
Non mi dilungo troppo narrandovi di come i 2 treni accumularono in 5 minuti, circa 30 minuti di ritardo, forse a seguito di esperimenti futuristici condotti da trenitalia nel campo dell’astrofisica. Arrivate le 8, arriva il treno delle 7.55 (che invece quei 5 minuti di riatrdo se li è gestiti meglio), tutti si sale, tutti si sta belli pigiati in treno, tutti si spera di non vedere gli altri 2 treni ritardatari superarci, tutti si guarda fuori dal finestrino mentre i 2 treni delle 7.33 e delle 7.38 ci raggiungono, ci affiancano e ci superano.
Un gaudio generale.
Smorzato soltanto da voci maligne che profetizzavano una giornata di acqua alta incredibile. Di fronte a me un gruppo di matricole esuberanti, dapprima preoccupate per il disagio, si trasforma, al passaggio sul ponte della libertà, in un branco di turisti svizzeri per la prima volta a venezia, mischiando la gioia per la vista insolita alla decisione di tornarsene a casa a giocare ai videogiochi.
Il sottoscritto, in ritardo di mezz’ora sull’orario di lavoro, sorride al pensiero dell’acqua alta “ah…sciocchi…io sì che ne ho viste di acque alte…eppoi sono preparato, lo sapevo. Ho con me 2 sacchi neri dell’immondizia”.
Ok, lo ammetto, non ci credevo nemmeno io, ma dovevo fare il bullo con una bella ragazza seduta davanti a me, in altre situazioni avrei pianto come un pulcino di fronte a una frittata.
Per metà del tragitto tutto bene, i sacchetti mi proteggono dall’acqua al polpaccio fuori dalla stazione e in altre situazioni, rigorosamente senza passerelle. Arrivati sulle fondamenta, all’altezza del bar parlamento, noto con piacere che da lì in poi (circa 300m, con in mezzo 2 ponti) l’acqua arriva al ginocchio (in alcuni punti anche sopra). Gagliardo come sempre inizio la traversata pregando che i sacchetti non si rompano e sognando di usare qualche amministratore delegato di trenitalia come canotto.
Succede all’improvviso.
Umido, umido nella scarpa sinistra, prime sensazioni di freddo, all’improvviso, non so come gestirla, nessuna calle asciutta in vista, faccio finta di niente e proseguo, il buco dev’essere piccolo, l’infiltrazione non è eccessiva, ma ormai ho la scarpa e il calzino zuppi, scarpa destra, anche lì, a poco a poco sento un rivolo d’acqua, sposto enormi masse d’acqua, agitato non sento le imprecazioni di un vecchio con gli stivali al ginocchio, fottuto dalle onde che causo ad ogni passo, anche la destra è andata, cazzo!, una calle, mi fiondo, o cerco di fiondarmi, ora capisco meglio alcune scene di matrix, le avranno girate in acqua, perchè la mia rapidità è compromessa da litri e litri di acqua e oggetti galleggianti.
Fatta!
I bastardi sono due forellini sul fondo, i sacchi hanno retto bene e le perdite sono irrilevanti, due scarpe asciugabili e le braghe bagnate fino alla caviglia, posso ritenermi fortunato.
Arrivo in fondo a 150 metri di calle per scoprire che è senza uscita, torno indietro, so già che l’acqua continuerà a salire nelle prossime 2 ore. Soluzione drastica, via scarpe e calzini, legati allo zaino, braghe tirate su fino al ginocchio, e di nuovo dentro i sacchi neri. Ragazzi, l’acqua è veramente fredda! Non fa tanto la sensazione di bagnato, o la visione di barattoli degli anni ’50 che passano tra le gambe, ma il freddo glaciale che sento. Pausa primo ponte. Freddo glaciale. Pausa secondo ponte.
Qui, come pochi anni fa in una situazione simile, la visione. Mi appare un veneziano doc che mi dispensa dialettalmente consigli di vita, bestemmie e suggerimenti per la mia crescita spirituale. Su sua indicazione devio per una calle asciutta fino all’entrata posteriore del posto dove lavoro. A piedi nudi per venezia, oramai, chissenefrega.
Il luogo è semi-deserto, ma tra i capannelli di gente, gli ultimi arrivati sono accolti come eroi. La mattinata riprende come al solito. L’ufficio ha raggiunto come previsto un clima equatoriale, perfetto per asciugare scarpe, calzini e vestiti. Mi lavo per bene, infilo i calzini di riserva e passo un’oretta così.
Ovviamente non è finita, ma siccome penso di avervi tediato abbastanza vi risparmio il resto delle situazioni esilaranti, cioè di come sono rimasto bloccato per mezz’ora in un’ala del dipartimento separata dal resto tramite porta inapribile+acqua, nè di come abbia saccheggiato i ditributori automatici all’annuncio di un possibile black-out. ah ah ah
L’acqua ha smesso di salire, pasteggio con succo, patatine e caramelle e continuo a sperare nell’arrivo del canotto di trenitalia.

P.S. affascinante il barchino che si infila nella calle sotto il mio ufficio, normalmente separata dal canale da una dozzina di metri di marciapiede.

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6 pensieri su “"…con le pinne, fucile ed occhiali…"

  1. devo ammettere che ho un po’ invidiato questa tua avventura acquatica, eh eh eh!!!
    io l’ho provato andando a correre domenica sera sotto la pioggia incessante: alla fine mi strizzavo da solo!! 🙂
    mentre l’esperienza del saccheggio alla macchinetta delle merendine la vivo ogni giorno qui in Provincia, ah ah ah!

    ciao
    ricky

  2. Con l’altissima marea mi pare che questo sia stato meterologicamente parlando il peggior inizio d’inverno degli ultimi anni, non credi?
    Il Torneo ha un nuovo sondaggio, a questo indirizzo:
    http://spreadsheets.google.com/viewform?key=p8mk30RmJiA2QaNCc017tMg&hl=it

  3. Se posso permettermi puntualizzo di nuovo alcune scelte di classificazione; i seguenti film NON sono commedie:
    * Buffalo ’66
    * Il grande freddo
    * Luci della ribalta
    * Tutto su mia madre
    * Amarcord
    * Il fascino discreto della borghesia

    Va da sè che i gusti son gusti….ma se posso suggerirti un metodo, non ti converrebbe comparare film effettivamente simili? intendo dire che, a parte queste sviste, mettere a confronto Kurosawa, Stallone e Christopher Lambert ha del fantascientifico, non trovi?
    Prova a usare un sistema di classificazione che lasci più spazio ai film di cui sai poco. Anzi, potresti suggerire ai partecipanti che ti mandano la classifica dei loro film, di mettere accanto al titolo un’etichetta a scelta tra: commedia, drammatico, ecc. ecc. (le categorie sceglile te…)

  4. Terrò conto della tua critica, non sei l’unico ad avermela fatta. Blocco subito l’ultimo questionario, quello più discusso. Poi porrò molta più attenzione al genere e/o sottogenere, l’unica ancora di salvezza per dividere oltre 300 film da mettere in gara, ottenuta tramite IMDB. Forse ho tenuto troppo conto delle inclinazioni, delle sfumature dei film…
    C’è anche da dire che il peso delle mie opinioni (ma anche la mia ignoranza, lo ammetto) su alcuni titoli, si fa sentire anche quando faccio tali scelte…

  5. Voglio riportare il tuo commento nel mio blog…

  6. […] decine di persone che sguazzano insieme. Più volte mi ricordo degli insulti che mi sono preso un anno fa perchè mi agitavo come un […]

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