l'Indice dei film

Come saprete, il martedì tengo un gruppo di ragazzi di 2° superiore in parrocchia, insieme ad una suora. Ci troviamo a discutere, secondo un percorso che di volta in volta proponiamo noi educatori, di tematiche che possono essere vicine ai ragazzi e stimolarli al confronto.
Ogni tanto capita che ci guardiamo anche un film e la scorsa settimana abbiamo visto “Cielo d’Ottobre“. Volendo preparare una scheda del film, e per rispondere alla domanda di un ragazzo che mi chiedeva dove troviamo film “così”, ho ri-scoperto l’Indice dei film della chiesa cattolica!
Ebbene sì, la Commissione Nazionale Valutazione Film della CEI ha un sito internet, con tanto di motore di ricerca dei film (purtroppo solo fino agli anni ’90 mi pare), scheda dettagliata, giudizio, valutazione pastorale e suggerimenti per la visione.
Alla faccia di MyMovies o TrovaCinema, finalmente lo strumento definitivo per scegliere un film!

l’Indice dei film

Come saprete, il martedì tengo un gruppo di ragazzi di 2° superiore in parrocchia, insieme ad una suora. Ci troviamo a discutere, secondo un percorso che di volta in volta proponiamo noi educatori, di tematiche che possono essere vicine ai ragazzi e stimolarli al confronto.
Ogni tanto capita che ci guardiamo anche un film e la scorsa settimana abbiamo visto “Cielo d’Ottobre“. Volendo preparare una scheda del film, e per rispondere alla domanda di un ragazzo che mi chiedeva dove troviamo film “così”, ho ri-scoperto l’Indice dei film della chiesa cattolica!
Ebbene sì, la Commissione Nazionale Valutazione Film della CEI ha un sito internet, con tanto di motore di ricerca dei film (purtroppo solo fino agli anni ’90 mi pare), scheda dettagliata, giudizio, valutazione pastorale e suggerimenti per la visione.
Alla faccia di MyMovies o TrovaCinema, finalmente lo strumento definitivo per scegliere un film!

se divento anch'io così…

La famosa frase “se divento anch’io così, sparatemi alle gambe” è diventata un leitmotiv delle mie lamentele. Ultimamente frequento un paio di corsi dove mi viene spesso in mente.
In uno, c’è un professore che insegna ad usare un programma a studenti di corsi umanistici. Lo fa creando il mito della black-box, per cui se si fanno certe cose con i programmi a disposizione, ecco che, per magia, le cose di trasformano in qualcos’altro. Mitico. La stregoneria informatica esiste, ve l’avevo detto.
Ma non è questo che mi urta, il problema è che così giustifica la sua mancanza di aggiornamento, rifilando un testo del 1988 (e vi assicuro che non si tratta di un libro cult per lo studio della sua materia) o insegnando cose superate da almeno una decina d’anni.
L’altro personaggio che mi ha fatto sospirare è il tutor d’aula per il laboratorio di programmazione, quindi un informatico che ha preso a cuore la causa degli Informatici Umanisti e si è presentato come nostro “insegnante di sostegno”, dicendosi anche lui “molto umano”. Anche se ho capito che il giovane ci mette buona volontà e vuole solo fare il simpatico, il cattivo gusto e la sua presunzione sono un ottimo esempio di come si evolve uno studente di informatica.

Ho scoperto che anche la Siria si diverte a bloccare l’accesso a siti interessanti, come youtube, facebook, forse anche blogspot e altri… Quindi anche Bea e Benni dovranno leggere la pagina “Problemi di connessione?“, spero il vpn di ca’ foscari sia sufficiente.
E che dire del meraviglioso Iran, futura meta di Matte?

Spero vivamente che Guglielmo in Lussemburgo non abbia questo tipo di problemi. Piuttosto, se dovrai venderti un rene per pagare la connessione, conosco certa gente….

se divento anch’io così…

La famosa frase “se divento anch’io così, sparatemi alle gambe” è diventata un leitmotiv delle mie lamentele. Ultimamente frequento un paio di corsi dove mi viene spesso in mente.
In uno, c’è un professore che insegna ad usare un programma a studenti di corsi umanistici. Lo fa creando il mito della black-box, per cui se si fanno certe cose con i programmi a disposizione, ecco che, per magia, le cose di trasformano in qualcos’altro. Mitico. La stregoneria informatica esiste, ve l’avevo detto.
Ma non è questo che mi urta, il problema è che così giustifica la sua mancanza di aggiornamento, rifilando un testo del 1988 (e vi assicuro che non si tratta di un libro cult per lo studio della sua materia) o insegnando cose superate da almeno una decina d’anni.
L’altro personaggio che mi ha fatto sospirare è il tutor d’aula per il laboratorio di programmazione, quindi un informatico che ha preso a cuore la causa degli Informatici Umanisti e si è presentato come nostro “insegnante di sostegno”, dicendosi anche lui “molto umano”. Anche se ho capito che il giovane ci mette buona volontà e vuole solo fare il simpatico, il cattivo gusto e la sua presunzione sono un ottimo esempio di come si evolve uno studente di informatica.

Ho scoperto che anche la Siria si diverte a bloccare l’accesso a siti interessanti, come youtube, facebook, forse anche blogspot e altri… Quindi anche Bea e Benni dovranno leggere la pagina “Problemi di connessione?“, spero il vpn di ca’ foscari sia sufficiente.
E che dire del meraviglioso Iran, futura meta di Matte?

Spero vivamente che Guglielmo in Lussemburgo non abbia questo tipo di problemi. Piuttosto, se dovrai venderti un rene per pagare la connessione, conosco certa gente….

briciole di linux #3

L’altro giorno ho eseguito un update automatico. Questo controlla lo stato dei pacchetti installati sul computer e ne suggerisce di più aggiornati. Non lo faccio quasi mai, quindi mi ha trovato un sacco di cose nuove. Tra cui una nuova versione del kernel.

Oibò! E perchè dovrei usarla? Mi trovo così bene con quella che ho…..vabbè, proviamo…..
Oibò! Ma non riconosce la scheda video! Oibò….risolviamo questo problema.
Problema risolto cambiando i driver. Mettendone di meno recenti.

Cos’ho imparato?

Non tutte le cose sono migliori perchè più recenti. Soprattutto in ambito tecnologico.
Se una cosa funziona così com’è e non ci sono particolari problemi, perchè cambiarla?
D’altra parte l’avevamo già scoperto con Windows Update

+ state attenti alla funziona autoremove di apt, che cerca e consiglia di rimuovere una serie di pacchetti che considera obsoleti, inutili ecc ecc…. Usato (per sbaglio) mi ha cavato un bel po’ di cose in verità utili…..
+ se usate driver NVIDIA o ATI e siete su ubuntu o mint (altre distribuzioni a vostro rischio), potete provare a usare Envy, che rileva e installa i driver giusti per voi (non l’ho usato ma pare funzioni bene).

Segnalazioni

Segnalati da Bea:

http://scheggedivetro.blogosfere.it/2009/04/i-terremoti-non-si-possono-prevedere-pero-quelli-a-cui-giuliani-ha-salvato-la-vita.html

Interessante perchè, di recente, ho avuto una discussione con mia madre dove mi dissi fermamente convinto dell’imprevedibilità dei terremoti. Effettivamente non avevo delle basi a sostegno di questa mia convinzione, se non che in tv tutti dicevano la stessa cosa.
Vi consiglio di andare a leggere anche i link interni all’articolo segnalato.

E anche, per quanto riguarda siti di informazione alternativa: http://altrenotizie.org/alt/index.php

Personalmente, al momento, gli unici siti di informazione a cui sono abbonato sono: il già citato blog guidoscorza.it, Reporters sans frontières (soprattutto la sezione INTERNET).

mestrualmente vostro

Hey!! Ma perchè nessuno scrive niente???
Ah…..dovrei farlo io?
Cosa? avevo promesso???
Ah, già….scusa matte….
E’ che ogni tanto rivivo questo dramma del blog, sai? Cosa scrivere? Come sapete non mi aggiorno quotidianamente, nè tantomeno approfondisco troppo temi di interesse generale. Quindi più di postare qualche video o qualche news presa da siti interessanti, il resto viene offuscato dalla noia nel leggere i miei feed.
Ovviamente per me è importante condividere informazioni utili.
Ovviamente adoro cercare di farvi sorridere mentre lo leggete.
Poi finalmente mi ricordo che ho un blog perchè necessito di un modo per esprimere i miei pensieri. E che, anche se non sono interessanti o spiritosi, potenzialmente sono letti dalle persone che mi interessano, risolvendo problemi dovuti alla lontananza o all’incapacità di comunicare col giusto tempismo o con le giuste parole.

Lineavariegata.it ha solo subito una battuta d’arresto. E’ sempre nei nostri cuori. Aspetto con ansia di aver finito gli esami per dedicarci il tempo che merita. Nel frattempo spazio alle discussioni, se qualcuno avesse voglia di parlarne. Anche perchè non sappiamo nè come sarà fatto nè cosa ci sarà dentro.

Ho finito di leggere Psicomagia, di Jodorowky. Volendo sperimentare il sogno lucido, cioè la possibilità di “guidare” il sogno:
primo tentativo: fallito…..nemmeno mi ricordo se ho sognato qualcosa
secondo tentativo: fallito…..nemmeno mi ricordo se ho sognato qualcosa
terzo tentativo: fallito…… bah……concludo che sogno quando sono sveglio…….

La mezzanotte è passata da 2 minuti esatti. Sto qui a pesare la miseria. Devo prendermi alla sprovvista.
Vado in bagno, accendo la luce, mi guardo nello specchio sopra il lavandino. Bello schifo. Sorridi. Dai, prova a sorridere, ecco, così. Facce buffe: gioco di mandibola, sopracciglia su e giù, occhi da strabico. Bocca aperta. Occhi strizzati. Linguaccia, lingua che prova a toccare il naso. Occhiolino. Occhi pallati. Sorriso a denti stretti.
I muscoli della faccia si tendono e si rilassano. E’ il momento di una bella sberla. Ecco, sono sveglio.
Torno in camera, mi siedo. Preferisco non vedermi mentre lo faccio. Tanto so perfettamente come va, non devo vederlo. Calcio ben stretto nella mano destra. Canna appoggiata al mento. BANG. Il cervello schizza sull’armadio alle mie spalle. Stringo ancora più forte l’impugnatura. Appoggio alla tempia destra. BANG. Altro schizzo di cervello alla mia sinistra. Cambio rapido la mano. Appoggio la pistola alla tempia sinistra. BANG. Ancora cervella dappertutto.
Mi rialzo. Torno in bagno e mi guardo di nuovo allo specchio. Sto ridendo.

l'ultima notte

Lei sa che il giovedì va così. E’ inutile che faccia quegli occhi, ormai è troppo tempo che va avanti e io credevo che non fosse più in grado di guardarmi con quegli occhi. Invece continua, cazzo, ed è peggio, e lo sa, inutile che si nasconda, lo sa che è peggio. Quel dannato sguardo che le dico sempre di non fare, non guardarmi con quegli occhi merda! Ti fai male da sola, è peggio per te! Ma è inutile parlare, urlare, capisce solo il mio corpo, il mio affanno sul suo, capisce solo le sberle e i calci che riesce a prendere, come le bestie. Quello sguardo gliel’avevo levato, gli occhi di chi ti chiede perché, vuole spiegazioni, e se stai fermo a fissarli troppo a lungo vieni bruciato dalla rabbia che aspetta in fondo all’anima, l’odio che sta dietro alle domande, l’odio che non vuole spiegazioni. E allora picchia più forte, fai capire chi comanda. E lo aveva capito, anni fa lo aveva capito, che il giovedì va così. Mica tutti i giorni, non siamo animali, solo il giovedì. La sera quando torno da lavoro, sa che deve prepararsi a prenderle.
Perché la amo, lo sa che la amo, e allora niente colpi in faccia, niente che possa lasciare segni evidenti sul suo corpo, ma figuriamoci se questa ingrata se ne accorge, se anche solo lontanamente si immagina quanto riesco ad amarla.
Ma come mai oggi ancora quello sguardo, cosa ti è successo? Perché mi guardi così? Smettila! Smettila! E se non ascolti me, ascolta la suola delle mie scarpe! Non puoi fare così se vuoi che io continui ad amarti, te l’ho già spiegato, la vita di coppia è fatta di compromessi e l’unica cosa che chiedo è che tu non mi guardi in quel modo.
Non è difficile, invece di alzare lo sguardo, continua a fissare il pavimento, il tappeto, pensa alle macchie di sangue che dovrai tirare via dal copriletto. Cristo, devo tirarti una sberla? Prenderti per i capelli e iniziare a menare anche la faccia? Smettila! Ti ho detto di smetterla! Te li cavo quegli occhi ingrati!
Cosa credi? Anche per me adesso è difficile parlare, perché vorrei smetterla di pensare, invece mi costringi ad avere in testa i tuoi occhi, e sono costretto ad infilare le parole tra un calcio e l’altro, affannosamente, per dirti “Cosa! E’! Successo? Togliti! Quegli! Occhi! Di! Dosso! Cazzo!”. Ti ostini in questo mutismo, un silenzio duro che mi costringe a colpire più forte. Una volta era diverso, mi dava soddisfazione sentirti gridare, chiamare aiuto mentre ti trascinavi lungo il corridoio, mi faceva sentire il giusto padrone di questa casa; una volta era diverso, ti saresti rialzata, saresti andata a sistemarti in bagno o in cucina, e anche stanotte avremmo dormito insieme.
Invece adesso stai lì per terra, immobile; troppo stanco per continuare, devo sedermi, e magari parlarti e spiegarti che tutto ciò è necessario, che devi capire quanto ti amo e ti ho sempre protetta, anche se oggi non è giovedì, ma sabato, e mi sono sbagliato, di nuovo, ma non posso chiederti scusa perché sono fatto così, e ci amiamo, lo so che ci amiamo, e anche stanotte dormiremo insieme, alzati, su, non stare lì per terra che ti sporchi tutta.
Ti ho sollevata e ti ho portata a letto, ti ho spogliata delicatamente e mi sono sdraiato accanto a te, come ogni notte. Non so quanto tempo è passato prima che calmassi il respiro, ho provato a parlarti di nuovo ma ti sentivo così distante. Ti ho accarezzato lungo i fianchi, teneramente, fino alla spalla, tendendo l’orecchio per sentirti piangere. Invece niente.
Mi sono accorto che non c’eri più intorno alle 3, con la mano appoggiata ancora alla tua spalla, lo sguardo fisso dove i capelli ti coprivano l’orecchio, per questo so esattamente che ora era, perché subito oltre lampeggiavano nel buio i numeri rossi della tua sveglia, sul comodino, e per quanto tempo sono rimasto così non me lo ricordo.
Ma la cosa che non riuscirò mai a cancellare dalla memoria è quello che ho visto dopo, quando senza staccare la mano dalla spalla ti ho voltata verso di me. Avevi ancora gli occhi aperti, lo sguardo fisso, le pupille, diventate due spilli, continuavano a osservarmi piene di domande. E tutto l’odio che c’era sul fondo era esploso e aveva invaso il tuo corpo, sempre più rigido, sempre più duro. Stringevo la spalla sempre più forte, come se quell’odio stesse contagiando anche me, e intanto ho capito quello che non riuscivi a dirmi, ho capito che aspettavi questo momento da tutta la vita.
In fondo ai tuoi occhi c’era odio, è vero, ma questo era solo la mia figura sopra al tuo corpo. Quell’ombra scura ero io, e questa consapevolezza mi ha riempito di terrore. Il terrore che ho provato quella notte, l’ultima notte che dormimmo insieme.

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Lo scorso autunno ho partecipato ad un concorso di narrativa indetto dal Comitato pari opportunità di Ca’ Foscari. Tema: violenza sulle donne. Partecipazione gratuita. Premio in denaro. Titolo del racconto: “l’ultima notte”.
Il racconto l’ho scritto soprattutto durante le ore di lavoro, molto presto, tra le 8.30 e le 10 di mattina, in ufficio. Il titolo l’ho tirato fuori prima di mandare il testo via mail. Insomma, devo ammettere che la cosa mi ha coinvolto relativamente, ma è stato bello e istruttivo confrontarsi con una scrittura “su commissione”, non strettamente personale.
Anche Laura ha partecipato al concorso (potresti postare anche il tuo racconto, no?).
Ah….nessuno di noi due ha vinto…..