l’uomo delle eclissi

La zucca è grossa e ruvida, sobbalza sul fondo del carro lanciato a tutta velocità nel fitto del bosco. A condurlo un giovane gitano dai lunghi capelli e il viso affilato, lo sguardo concentrato sulla strada, il corpo proteso in avanti e le briglie del cavallo strette in mano. “yaa! yaaa!” grida alla bestia. Si volta un attimo a controllare. La zucca è sempre lì, sobbalza e rotola tra le cianfrusaglie sparse a terra: collane, candele, libri, una statuetta dalle millle braccia, un secchio bucato sul fondo, tre burattini vestiti di stracci, un sacco pesante, amuleti e pietre brillanti, uno scrigno ammaccato, diverse tele, una cornice minutamente decorata, bottiglie e ampolle piene di liquidi colorati, un diario di viaggio aperto su una pagina fitta di simboli arcani, un cerchione, un mastice e un bastone da rabdomante.
La luce della luna penetra a fatica tra il folto del bosco, risvegliato dal rumore delle ruote sul sentiero. “uooo! uoooo!” grida il giovane tirando a sè le briglie. Il carro rallenta fino a fermarsi. Il gitano ha sentito qualcosa. Un suono, una voce. Smonta veloce dal carro e prende la zucca da dietro. Si guarda intorno e tende l’orecchio. E’ una canzone. Sa che è vicino. Prosegue correndo fino a una radura, la zucca saldamente abbracciata e una saccoccia penzolante dalla cinta.
La luna illumina interamente lo spazio di fronte, un prato blu scuro, riflesso della notte, circondato da alberi altissimi. Nel centro una scala ben piantata sale verso il cielo. Senza esitare il giovane si infila la zucca nella camicia e inizia la scalata. Sale veloce, un gradino dopo l’altro, guarda la notte e il cielo stellato. Non ha paura, ma gli occhi tradiscono l’ansia. Deve sbirgarsi.
Intorno non c’è più nulla, il bosco e la terra sono distanti, quasi inconsistenti, ma lui non se ne accorge, fissa lo sguardo verso l’alto. E’ quasi arrivato. La canzone è più forte e rimbomba nell’aria. Si ferma un attimo, si tiene saldo con una mano, mentre con l’altra estrae dalla saccoccia un paio di tappi e si tura le orecchie. Anche la luce è più intensa e calda. Fruga ancora il sacchetto e ne estrae un paio di occhialini da aviatore con lenti nerofumo. Così protetto riprende a salire veloce.
E’ arrivato. Allunga una mano e ne sente la superficie, ruvida e rotonda come la zucca. Fa un respiro profondo e guarda in basso, calcola le distanze. Tenendosi alla scala estrae con abilità la zucca dalla camicia. La guarda con attenzione, le sussurra qualcosa e la lascia andare.
La zucca galleggia nell’aria, è di fronte alla luna. Si stanno guardando, la canzone finisce.
Il giovane gitano si toglie i tappi e gli occhiali, non servono più. Nell’oscurità della notte si lascia scivolare sulla scala fino a terra. Arrivato sul prato si sdraia e guarda il cielo stellato. Ha un sorriso compiaciuto, ha fatto un ottimo lavoro.

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scala, zucca, viaggio, sale, paura, canzone, eclissi, gitano, diario, gentilmente fornite da Laura.

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22 pensieri su “l’uomo delle eclissi

  1. OULIPO?
    intrigante, ma ci vorrei capire di più (ah, questa mania di capirci di più…)

  2. lafataigniorante

    fai un corto

  3. bello stile, storia interessante.

  4. scrittura potenziale? forse…Semplicemente ho detto a Laura che se mi dava un po’ di parole, massimo 10, avrei scritto qualcosa. Me ne ha date 9, una è finita nel titolo.
    Alle volte la noia in ufficio riserva delle sorprese.

    • sei peggio del mio amico Kafka. comunque spalleggio la produzione del film, a patto che ci siano molte armi. e un criceto morto in fondo sulla destra nella terza scena.

  5. quoto la traduzione in corto coi disegni, e il criceto. il ponte delle meraviglie era bellerrimo..

  6. lafataigniorante

    vai!
    con la storyboard.
    ho fatto dei sogni giulio! avevi i capelli lunghi.. comunque non c’entra.

  7. Benesignori!

    Poichè non riesco ancora a portare avanti la faccenda di LV su LV, per il momento faccio qui.
    Io ho anche uno storyboard in testa, ma avrei voglia di fare qualcosa di un po’ più animato rispetto all’altra volta.
    L’idea è quella di usare il concetto di rodovetro, ovvero dei disegni su lucido da sovrappore a un fondale. Ovviamente i disegni su lucido sono la parte che poi risulterebbe animata. No, non intendo fare una svagonata di frame, figuriamoci, ma mi piacerebbe avere almeno dei key-frame che diano l’idea di movimento. Tranquilli, basta disegnare su carta, i lucidi li posso fare io a lavoro.
    Poichè è uno sbatti, chiedo:
    1. Bea, quanta voglia hai di sbatterti?
    2. ci sono persone disposte a collaborare?
    Le forme di collaborazione possono essere: decidere insieme a Bea che qualcuno si occupi dei fondale, piuttosto che delle modifiche ai key-frame (lucidi), oppure qualcuno che voglia usare Premiere al posto mio per il montaggio, o qualcuno che si occupi della stampa e scansione delle immagini.
    Ogni aiuto è benvenuto.
    Nello spirito di LV.

  8. il link a rodovetro apre un errore 404

    io ci sono, anke se sinceramente nn saprei cosa potrei fare…forse registrare una musica da pc?

    boh

  9. lafataigniorante

    l’idea del rodovetro non è male.
    però pensavo.. anzi personaggi fatti a mano invece di disegni?
    una carrozza in cartone?
    l’omino in legno?
    la zucca in feltro?
    una foresta di foglie?
    una scala in bambù?
    ferri vecchi?
    io posso occuparmi di tutto questo, e se l’idea ti / vi piace io mi ci butto a capofitto! ho già mille idee in mente!
    poi sarebbe che vengo a venezia e porto il materiale e si gira in stop motion. magari si disegna lo sfondo e si fotografa su sfondo verde?

  10. dopo un primo incontro virtuale su skype è stata decisa la costruzione di:
    – carrozza con cavallo
    – zucca
    – luna
    – vestiti per gitano da far indossare a pupazzo/omino di legno per studi disegno

    Sono molto combattuto sulla messa in scena ma il mio cervello ha iniziato a visualizzare qualcosa che (spero a breve) vi proporrò come storyboard. L’idea cmq è qualcosa di simile alla stop-motion, ma senza la pretesa della simulazione del movimento.
    Se parliamo di collaborazioni chiedo subito:
    – Luca, secondo te è possibile usare il tuo giardino come scenografia? Pensavo che invece di fondali dipinti potremmo inserire i modellini di bea in un contesto realistico, preferibilmente notturno con luna piena (quand’è a venezia la prossima?).
    – qualcuno ha una macchina fotografica performante/vuol fare le fotografie?
    – Mattia puoi pensare alla canzone che sente il gitano e magari anche ai rumori: carrozza in corsa, gitano che scende, rumore di scala scricchiolante, poi vedi te insomma….cmq su internet dovresti trovare parecchio…
    – qualcuno dovrebbe fare il gitano per alcuni primi piani/dettagli, volontari?
    – forse dovremo costruire una scala in proporzione al modellino di bea.
    – come risolvere l’inquadratura dell’interno della carrozza?

    Benvenuti dietro le quinte!

  11. orco, ma ero l’unico a non sapere cosa fosse un rodovetro??
    bella storia, complimenti.
    bello il rodovetro, qualunque cosa esso sia… 🙂

  12. la luna piena è oggi oppure domani, difficile faccenda comunque usare il giardino. accetto invece l’idea di prepararti dei fondali, se vuoi.

  13. bene!
    difficile non vuol dire impossibile 😛

    allora osserverò meglio anche lo sputo di terra che abbiamo sotto casa…..

    quello che penso è che cambia parecchio la percezione della profondità mettere un modellino davanti a un fondale o metterlo in mezzo a un prato…..mumble……però son ben accetto alle proposte….tu luca avevi in mente uno o più fondali possibili? dimensioni?
    questo incide anche sulle inquadrature possibili….
    devo meditare….

  14. aggiungo notizie interessanti e piacevolmente spaventose.

    E se andassimo a realizzare il tutto a Refrontolo? Eh? Fra?
    Questo ci permetterebbe di avere tempo per definire i dettagli della cosa, e magari di portare avanti questo discorso sulla nuova versione di lineavariegata.it a cui sto lavorando….
    e soprattutto di proporre la prima “lineavariegata jam session” o come la volete chiamare….

  15. se vai in biennale dai un’occhiata ai lavori di nathalie djurberg (qualche spezzone si vede anche su youtube, “experiment” è l’opera esposta, ma si trova anche altro) sul tema dei pupazzoni. è al palazzo delle esposizioni, ai giardini, piano seminterrato. magari ci si va assieme. comunque venezia è ricca di setting naturali, tra cui le varie isole, oppure i giardini e sant’elena. caldeggio comunque l’ipotesi di andare a refrontolo, ma ricordo a tutti che prima del 22 ho catene invisibili che mi legano a venezia notte e giorno.

  16. considera magari di fare un setting natuale con abbinati elementi artificiali. sempre che questa distinzione naturale/artificiale abbia mai avuto un senso. AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH (risata da scienziato pazzo)

  17. lafataigniorante

    io opto per refrontolo. boschi veri. e comunque prima di natale non scendo coi pupazzi. si potrebbe considerare dal 26 in poi. sempre che i lavoratori abbiano ferie.

  18. Bene Bene, scusate l’assenza prolungata. Come stamane comunicavo a Giulio, io sono disponibilissima per le fotografie con la Reflex di Gianluca, tuttavia ponevo le mie perplessità sulla realizzazione in notturna. Secondo me sarebbe meglio farle con una luce (non diffusa) dall’alto, per meglio risaltare ombre e contrasti e filtrarle in un secondo momento. Anche per una questione di nitidezza.
    Per il resto approvo tutto e sono assolutamente pro zucca vera. Magari domani passo in mercato a Pd a vedere le zucche ornamentali, magari una di quelle piccole e tonde.

  19. […] è realizzare un corto partendo dalla storia pubblicata da Giulio sul suo blog. LA […]

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