il pendolare

Il ragazzo non sa esattamente come si chiama. O forse non vuole saperlo. Ad ogni modo la cosa non è importante, almeno non lo è per lui.

Sta là. Fermo. Aspetta che aprano il sipario, che gli portino qualcosa da bere, che qualcuno gli dia il via. “Ai posti di partenza”. Continua a sentirlo dentro la testa anche se nessuno gliel’ha mai detto.

Aspetta.

Poi cambia posizione, si annoia, fa avanti indietro sul palco. Ma il sipario resta chiuso. Si sente il personaggio di una storia scritta da qualcun’altro. Non è nemmeno un attore. Si sta letteralmente rompendo i coglioni.

Ma non è che prende la macchina e va da qualche parte, oppure esce, fa qualcos’altro. NO. Lui sta lì e aspetta.

Intanto pensa a un sacco di cose: le immagini, il testo, il libro, i musei, il viaggio, le persone, gli ingranaggi. Tutte cose che non gli dicono niente. Affollano la testa e stanno lì. Una ressa di pensieri. Accalcati l’uno sull’altro. Non fa in tempo ad afferrare un concetto, importante, determinante, risolutore, che se ne para davanti un altro, incomprensibile, abbozzato, frammentario.

Domani è un altro giorno. “Vedremo che succede”. E intanto sta lì. Aspettando che qualcuno lo chiami. Gli risponda. Gli altri lo sapranno che è lì. Lo hanno visto tutti che è lì, non si è mosso.

Invece nessuno sa niente. Niente di niente. Nemmeno lui sa niente.

In definitiva non aspetta niente. Sta lì. Finge di aspettare, altrimenti, sul serio, non gli rimarrebbe altro da fare.

A quanto pare non è la speranza l’ultima a morire, è l’attesa.

polesine

Ti accorgi che sei nel polesine quando senti la macchina sbandare sull’asfalto deformato dalle orme dei trattori. L’unico senso delle strade è delimitare le proprietà terriere su cui pascolano branchi di lavoratori stagionali. Le curve seguono la terra e il fiume, traiettorie imperscrutabili per lo sguardo cittadino. Mantieni prudentemente i 50km/h mentre ti sfrecciano accanto piloti attempati e senza paura. L’anziano la fa da padrone, in auto e al bar. Non fidarti di google maps e dei cartelli stradali. Abbandona le tue certezze. Affidati all’istinto. Da qualche parte arriverai. E non avere paura, lì vicino c’è il Po.