Scatole

L’altro giorno ho scoperto una cosa curiosa.

Da piccolo, molto piccolo, parliamo dei primi mesi e anni di vita, ero un appassionato di scatole. Mia mamma mi ha spiegato che per tenermi buono era sufficiente lasciarmi davanti una scatolina, tipo di quelle di cartoncino con dentro le calze o comunque non troppo grandi. Magari dentro ci si metteva anche qualcosa, un bottone o altri oggetti curiosissimi.

Allora io mi perdevo a studiare come aprire la scatola, poi magari la richiudevo, poi magari la riaprivo e così via…voilà…ad oltranza. Anche la maestra dell’asilo nido si portava sempre dietro una scatola per me. Insomma, non ero il bambino con la soglia dell’attenzione impostata a 30 secondi e, per qualche strano motivo, mi affascinavano da matti le scatole.

Crescendo, scartando e imparando a leggere, sono entrato nel tunnel dei lego, dei mobili ikea e, in generale, sono una delle poche persone che legge il libretto di istruzioni (almeno in parte) quando fa un acquisto.

Considerando poi, che nella più totale inconsapevolezza, ho deciso che per questi anni il mio avatar sarebbe stato l’uomo-scatola, per una volta tanto sento in me della coerenza.

Confezione di pastiglie Leone "Rifiutare le imitazioni" "Esigere sulle pastiglie 'L' marchio di fabbrica depositata".

kipi-plugins per GNOME

Mi sono appena accorto che installare componenti KDE su GNOME può essere un’agonia, soprattutto quando i pacchetti si portano dietro kili e kili di dipendenze.

Nel caso specifico oggi ho provato a re-installare (chissà che fine avevano fatto) i kipi-plugins, un praticissimo pacchetto per KDE, con diverse estensioni per la manipolazione di immagini, che si integra con Gwenview, il sw che uso per gestire le foto. Il problema è che si tira dietro dolphin e konqueror (l’equivalente di nautilus e epiphany, ma per kde). Non bello.

Ancora meno bello leggere questo thread sul bugzilla di ubuntu e scoprire che erano a un passo dal risolvere la cosa. Salvo lasciarla cadere poi nel dimenticatoio.

La soluzione migliore per installare cose senza dover badare troppo ai pacchetti raccomandati o suggeriti, è andare su http://packages.ubuntu.com/ e saricarsi il pacchetto in questione, quindi usare dpkg (oppure gdebi, quello che preferite). A questo punto ho “solo” dovuto installarmi le effettive dipendenze non soddisfatte (sudo apt-get install akonadi-server kdepim-runtime libakonadi-kcal4 libkdcraw8 libexiv2-6).

P.S. se rinominate in massa una cartella di immagini usando i kipi-plugins per gwenview, attenti a non aver selezionato anche dei video. Ho notato che in questo caso incasina tutto l’ordine delle foto, mettendolo secondo ignote regole cabalistiche.

quei rari momenti in cui detesti tim berners lee…

…perchè hai appena speso 40 minuti della tua serata su youtube a vedere documentari di MTV sulla musica neomelodica napoletana.

Allora pensi due cose:

1. ce l’hanno fatta, mi hanno stuprato il cervello e ora ogni immagine in movimento ha la dignità per essere vista. Di qualsiasi cosa si tratti. E riescono a farmi credere che posso spegnere quando voglio.
2. …

buona notte!