la beonia è il fiore degli ubriaconi

Ci sono due giapponesi e un coccodrillo sopra ad una vasca da bagno in mezzo all’oceano. Il coccodrillo non è molto aggressivo, ma se i giappi provano ad avvicinarsi troppo ringhia. Che poi, non è che sulla vasca da bagno ci sia tutto sto spazio, allora i giappi sono costretti a stare abbracciati da una parte della vasca, mezzi dentro e mezzi fuori, accovacciati sul bordo.
Dopo cinquecento giorni di navigazione in queste condizioni, il coccodrillo, mosso a compassione, decise di farsi un poco da parte, ritirandosi abbastanza da lasciare la coda penzoloni fuori dalla vasca. In questo modo uno dei due giappi riuscì a rannicchiarsi dentro la vasca e l’altro riuscì a stare un poco più comodo sul bordo.
Passati altri settecentonovantadue giorni il mare continua ad essere piatto come una tovaglia appena stirata e il cielo illuminato dal sole più accecante mai visto prima. La bagnarola si muove lentamente, sospinta da branchi di tonni che corrono appena sotto il livello del mare. Il coccodrillo, un po’ esasperato dall’attesa che uno dei due giappi tiri le cuoia per poterselo mangiare, scatta improvvisamente in avanti, aprendo le potenti mandibole (tanto per vedere la reattività dei due). Il giappo rannicchiato lì vicino, terrorizzato, riesce con uno scatto a gettarsi in acqua. Appena sotto la superficie, si trasforma in tonno e prende a nuotare insieme al branco che stava passando in quell’istante. L’altro giappo a malapena si accorse dell’accaduto, perchè nel frattempo aveva trovato in acqua una bottiglia di grappa di moscato, che aveva stappato e finito di bere diverse ore prima. Vista la situazione il coccodrillo pensò bene di sdraiarsi pancia all’aria al centro della vasca, in attesa della fine.
Questa è arrivata inaspettata esattamente al termine del duemilionesimo giorno di navigazione. Il giappo e il coccodrillo sapevano che si trattava proprio del duemilionesimo giorno perchè, proprio quella mattina, avevano ritrovato in mezzo all’acqua il vaso abbandonato duemilioni di giorni prima. Era sbocciata una pianta altissima, talmente alta che per vederne la fine il coccodrillo doveva reggersi sulla punta della coda e stendere il collo più che poteva. Nemmeno così riusciva però a distinguerne la cima. Allora il giappo lo prese per la coda, lo fece roteare come si fa al lancio del peso, e lo scagliò verso la cima della pianta.
Il coccodrillo, fingendo commozione e lacrime, lo ringraziò urlando. Il giappo riuscì a chiedere all’ultimo:”Cosa vedi?” E il coccodrillo, con un filo di voce:”La fine”.

Annunci

cercare dappertutto

  • le chiavi che hai appena usato per aprire la porta e sono ancora lì attaccate
  • il cellulare, mentre lo stai usando per fare una telefonata
  • gli occhiali che hai addosso
  • il dvd del film che hai visto a casa di qualcun’altro e non ti sei mai copiato
  • la password di accesso al sito internet che avevi fatto con geocities o xoom, consapevole che geocities e xoom non esistono più
  • l’unico e il solo cavo jack-aux che hai mai posseduto in vita tua e non trovi mai, vacca boia.
  • foto di quando alle elementari ti sei fatto il costume da ghostbuster con un cartone a mò di zaino con il tubo dell’aspirapolvere che usciva
  • un cd di installazione originale di windows xp
  • il canale che trasmette solo cartoni giapponesi o comunque la programmazione del digitale terrestre
  • il paio di braghe/maglietta/scarpe o qualsiasi altra cosa tua madre ti abbia fatto sparire negli ultimi 30 anni
  • le chiavi della macchina, soprattutto dopo essere sceso avendole lasciate attaccate al cruscotto
  • i fogli che hai lasciato in ufficio, a decine di km da dovi ti trovi in questo momento
  • la sigaretta che hai appena spento
  • la zanzara che hai appena ucciso,o che hai appena trasferito su un altro piano dimensionale battendo le mani
  • il tempo che hai perso a cercare qualcosa