Remove UGRemix splash and recover ubuntu cool repo

Avevo provato a installare Ubuntu Gnome Remix per fa andare Gnome 3 su Natty. Poi l’ho rimosso che tanto erano più casini che altro (no ma voi provateci pure, io c’ho una NVIDIA di cacca). Insomma, fattostà che mi restava lo splash screen di ubuntu gnome remix e mi chiedevo insistentemente: “perchè?”. Poi lasciavo perdere, poi ho scoperto dov’era, sto bastardo: plymouth-theme-ugr-super

Ecco, ora distruggetelo:
sudo apt-get remove plymouth-theme-ugr-super

Io ora non so perchè contestualmente mi ha crashato le definizioni di X11 e ho dovuto re-installare i driver NVIDIA (di cacca). E’ andata così.

NOTA: conservate sempre una copia dei vostri driver NVIDIA (di cacca), si sa mai

Invece, questo è un altro argomento ma tanto, così scrivo giù ste robe e poi mi ricordo, ho scoperto che facendo l’upgrade a Natty non mi ha mantenuto i repository fichi, che hanno le cose che mi interessano. Codesti repository sono: partner canonical, extras, medibuntu.
Nel primo ci trovate l’ultima versione di skype, nell’ultimo varie cose adobe.

Pardon, oggi non c’ho tempo di lasciare link di qui e di lì, tanto vi basta andare su https://help.ubuntu.com/community/Repositories/Ubuntu oppure googlare un poco.

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fine primo tempo inizio secondo tempo

Come ormai molti sanno, nei weekend in cui ho la sfortuna di restare a casa, mi guardo le VHS mentre faccio colazione. Al mercatino di Udine la scorsa settimana ho comprato 3 titoli:
Miseria e nobiltà, di Totò
Ran, di Akira Kurosawa
Misteriose forme di vita

Il primo devo ancora vederlo, il terzo l’ho visto ieri. Non ho saputo resistere, sci-fi dell’87, uno dei film più brutti della storia. Sul serio. Quando guardo sci-fi anni ’80 resto sempre colpito dalle giacche con spalline enormi, dalle atmosfere cyberpunk, dal budget ridicolo che avevano per fare quello che facevano. Oppure il budget era altissimo e quelli degli effetti speciali si facevano di cocaina, tanto poi c’erano quelli delle luci che chiudevano tutto. Ad ogni modo gli attori erano dei cani.

Invece oggi ho iniziato a vedere Ran. Tralasciando il fatto che sostengo da anni che Kurosawa bisogna guardarlo di mattina (infatti di mattina lo guardo), è un film veramente bello. E lungo ovviamente.

Allora, ad un certo punto, nella VHS dell’Espresso…

“Fine primo tempo”

Che in una VHS, a memoria, non l’avevo mai visto, sul serio. Non c’era pubblicità, niente. Solo una cosa del tipo “tirate il fiato”. Come se non potessi premere pausa/stop/play con il videoregistratore quando preferisco. Qualcuno, e non so se devo ringraziarlo o meno, ha deciso che quello era un buon momento per far finire il primo tempo. La pellicola fa riferimento al Re Lear di Shakespeare, quindi magari è un richiamo al teatro. Non lo so, dubito.

Ho anche ripensato al fatto che ogni volta che vado al cinema all’aperto scatta la discussione sul senso dell’interruzione tra il primo e il secondo tempo. Intanto mi capita praticamente solo al cinema all’aperto, è raro nelle sale dei cinemi. Era successo con Inland Empire mi sembra (lì ne hanno fatte 2 di interruzioni). Oppure con taluni film datati dove l’interruzione è entrata a far parte dell’opera di restauro della pellicola.
Quindi sto qui a chiedermi di nuovo il senso dell’interruzione. Che nel cinema all’aperto è programmata da qualcuno. Che in alcuni film ci sta, in altri no. Che qualche proiezionista sa fare e piazza al momento giusto, che altri invece fanno a metà di un dialogo e non si capisce un cazzo. Che in generale apprezzo anche solo perchè ti permette di interrogarti sul cinema, sulla percezione dell’opera al di là dell’intento del regista, che magari non ne cura il montaggio, nè, sicuramente, la proiezione nelle sale.

Ma con una VHS sono io a decidere. Non è curioso? Che senso ha…

“Inizio secondo tempo”

lastgraph l'andazzo degli ascolti

 

Stavo cercando un modo per esportare i miei ascolti su Last.fm e ho scoperto Lastgraph.

Tra l’altro, considerando che uso last.fm dal 2 ottobre 2007, è fantastico vedere l’andazzo dei diversi periodi, quelli in cui non usavo lo scrobbler (quindi non inviavo dati di ascolto a last.fm), quelli in cui avevo le mie cose e ascoltavo musica depressiva, quelli in cui tornavo ad ascoltare robivecchia skapunk, ecc ecc.

Beissimo.

uichendmen

Sto pensando un po’ alla definizione di “uomo da weekend“.
La mia attività settimanale è scandita dall’attesa del weekend, durante il quale, se sono fortunato, ho inscenato delle gite.
Ad esempio, l’ultimo fine settimana, siccome è tornato dalla turchia Mattia, siamo andati a Udine venedì sera a cena da Gian e Laura e Giò.
Poi sabato c’è stata la mitica Sagra di San Pietro in Castello e sono riuscito ad andare grazie a Mario e Francesca.
Lascia un po’ l’amaro in bocca sapere che non ci sono più molti rifugi dove castarci tutti assieme quando andiamo a Venezia. Insomma, l’epoca di Ca’ Gardin è finita. Siamo aperti al nomadismo.
Al di là di questo, settimane prima si era finiti a Refrontolo, prima ancora a Vrabce, che dire poi della Pasqua in Valmorbia. O del pomeriggio al parco dietro a casa di Pozzo.
Il resto del tempo sto in casa. Guardo fuori dalla finestra.
Penso.
Nemmeno troppo.

Insomma, che palle.
No ma vi giuro che quando volevo scrivere questo post ero galvanizzato dall’idea del weekendman.
Ora che ci sto pensando seriamente mi chiedo “embè?”
“Embè?” è una domanda senza risposta, di quelle tipo “Sticazzi?”….oppure “Dov’è Poggibonzi?”
No, ma non volevo aprire un dibattito sul mio attuale tenore di vita eh? No no, è solo che così ne approfitto per chiarirmi un attimo.
La parola del mese è “storiacce”.
Oh, ma Matte e Benni quando tornate dall’USA? [mitici, beccati su skype, il 16 luglio è la risposta]
Beh, insomma. che estate eh?
Speriamo domani non ci sia pioggia (perchè dire “speriamo domani non piova” anche se è corretto, mi sembra sbagliato….”piova”, dai, non pare anche a voi sbagliato?)