Appunti di viaggi

Londra

La cosa simpatica di Londra è che ha più o meno lo stesso clima di Rovigo, con più vento. Matte e Benni stanno bene, hanno una casa nuova strafica e 2 gatti. C’erano anche Ruggero e Moreno. Una cosa veramente fica di Londra sono i musei giganteschi e gratuiti. Quelli dove puoi starci ore e ore senza sentire il bisogno di leggere le targhette delle opere esposte, passeggiando e chiacchierando del più e del meno e fermandoti di tanto in tanto a esclamare “porca puttana che figata”. Al museo delle Scienze e della Tecnica mi sono veramente sentito a casa, finendo per saccheggiare il bookshop. Se sentite offerte di lavoro per quel posto, fate un fischio.

Altro dato importante, se andate a Londra, dovete andare a pranzo da Yashin. Preparatevi a spendere anche 30 sterline, ma vi garantisco che ne vale la pena. Se ci ripenso mi emoziono. Grazie Benni 🙂

Istanbul

Bella gita col fratello, milioni di abitanti, ottima cucina, diverse cose da vedere, le principali in 2 giorni circa ve le fate tutte. Ho sperimentato per l’ennesima volta in questi anni la modalità “viaggio allo sbaraglio” e mi sono accorto che non sempre funziona. Se dall’altra parte avete agganci può essere un’idea saggia (solitamente l’aggancio offre un’ottima scelta delle cose da fare con poco tempo a disposizione), ma se siete soli e, soprattutto, non conoscete la lingua del posto, meglio viaggiare preparati. Quindi mi sono ripromesso che se mi capitano altri casi simili cercherò di spendere almeno qualche ora a prepararmi su storia/cultura/lingua del paese che vado a visitare.

Suggerimenti per il cibo: il panino col pesce al porto merita, oppure Kenan Usta Kebap (finiti per caso, ottimi piatti), altre cose di cui non ricordo il nome. Ad ogni modo se la sera ve ne state a Beyoğlu siete a posto.

Venezia

Che dire, un viaggio nel tempo. Credo fosse il periodo più lungo dall’ultima volta che ci sono stato, diversi mesi. Per la prima volta ho sentito nostalgia per Venezia. Dopotutto sono stato una delle ultime persone ad abbandonare definitivamente la laguna, quindi spesso non capivo il trasporto emotivo di chi, emigrato, tornava qualche ora o qualche giorno. Beh, finalmente l’ho capito!

La stazione si è completamente trasformata, quindi già l’arrivo è traumatico. Hanno chiuso il Verde!! Uno dei bar più anonimi della storia dei bar, ma che grazie alla sua atmosfera fuori dal tempo ci permetteva di stare seduti interi pomeriggi a far niente, occupando 3-4 tavolini contemporaneamente.

Abbiamo girato tutto il giorno sotto la pioggia ma è stato proprio bello. Non ci sono foto di: una discesa in Querini, a vedere un workshop per bimbi cui partecipava il fratello di Bea, la cena con la pizza dell’Anfora e la nottata per baretti.

E il giorno dopo me ne andai a votare