Cose da fare a Rovigo #2: Cineforum

Questa è una retrospettiva! Su una cosa bella che si poteva fare fino a qualche mese fa: il cineforum!

Si chiama CineGap ed è stato il punto di riferimento dei miei lunedì sera. Cicli tematici di 3-4 film, preceduti da una breve presentazione e un cortometraggio (spesso una rassegna nella rassegna). Al termine dell’incontro, per chi voleva fermarsi, bibite e cibarie da contorno a chiacchiere in libertà.

La cosa bella del cineforum è che chiunque può proporre delle rassegne, così lo scorso inverno ne abbiamo fatta una dedicata a cinema e videogame che avevo proposto io. E al posto dei cortometraggi ho mostrato alcune scene da videogiochi particolarmente significativi per il mio discorso sulla transmedialità (molto di quello che c’è da dire è espresso in questo bel saggio-video su vimeo: Transmedia Synergies).

Partecipare ad un cineforum è un modo fantastico per scoprire nuovi film. Ogni proiezione ha un senso ed è inserita in un preciso contesto e anche se il film alla fine non piace (raro) c’è sempre il buffet.

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Cose a Rovigo #1: Progetto Habitat

È un sacco che non scrivo qui, così mi son detto: “Scriverò qui!”

Eh…mi sono successe un sacco di cose veramente interessanti in questi mesi. Cose che quando la gente mi chiede, un po’ sarcastica: “come va a Rovigo”, mi vien da spiegare che alla fine, ovunque vai, dipende da cosa fai e chi frequenti. Oppure da quanto latte c’è in frigo.

habitat_logo

Ad esempio, la scorsa primavera, ho preso parte al Progetto Habitat (grazie al buon Ciro). Per me ha significato partecipare al laboratorio documentari (qui foto accattivanti), appassionarmi della città, conoscere un sacco di persone nuove e interessanti, contribuire alla realizzazione di alcune iniziative molto creative e coinvolgenti. Di fatto il “Progetto” è stato un coordinamento tra varie realtà associative locali, mirato a realizzare interventi di arte pubblica.

Devo ammettere che, nonostante spesso mi senta molto naïve nell’affrontare alcuni temi (immigrazione, società, urbanistica, politica), sono stato veramente soddisfatto delle cose fatte e dei compagni di viaggio. Questo perchè, tra le altre cose, non ci siamo limitati a indagare le trasformazioni della città e dei suoi abitanti, ma abbiamo ogni volta cercato il coinvolgimento dei cittadini.

A Badia Polesine, durante il Festival dei Popoli (foto belle qui), abbiamo passato una giornata a intervistare gli abitanti sulla situazione della città (cosa c’è/funziona vs cosa vorresti/non funziona), provando a riempire con le risposte la sagoma della città.

Abbiamo realizzato una cosa fichissima legata ad un parco ai confini della città: Parco Langer. Ovviamente ve lo spiego a voce se cliccate su una cosa fichissima (altre foto ancora). Nota: nell’intervista sembro eccessivamente serio, ma è solo per fare da contrasto alla maglietta buffa che indossavo quel giorno.

Durante la 2 giorni che ha concluso il lavoro dei laboratori, la città è stata sommersa di eventi: monologhi, rappresentazioni, mostre fotografiche nei negozi e in giro per le strade. Come lab.doc., oltre all’intervento su Parco Langer (vedi una cosa fichissima), abbiamo proposto un incontro pubblico del laboratorio. Così ci siamo messi in piazza e abbiamo coinvolto un po’ di persone per riflettere su un pezzettino di città.

È stato così entusiasmante che abbiamo deciso di portare avanti il lab.doc. un altro po’. Staremo a vedere cosa succederà, nel frattempo a Rovigo non ci si annoia di certo.

Film brutti

Grazie all’iniziativa Festa del Cinema, sono riuscito ad andare a vedere un film brutto al cinema spendendo solo 3 €.

Il film era The Man with the Iron Fists, di RZA. Che non solo ha fatto male l’attore, la sceneggiatura e la regia. Ha fatto male anche l’unica cosa che di solito fa bene, ovvero la colonna sonora. Menzione speciale a Eli Roth che si riconferma in grado di rovinare qualsiasi cosa a cui collabori. Grande rammarico per non aver devoluto i miei soldi a Iron Man 3.

Con un pizzico di orgoglio, posso dire di essere in una fase molto positiva della stagione “film brutti“. Pochi giorni fa, ho infatti visto un classicone anni ’80: Linea mortale. Ricordavo spezzoni del film, ma non l’avevo visto tutto. Mi ha permesso di confermare che: un Baldwin deve sempre trombare con qualcuno; la qualità di un film è inversamente proporzionale al numero di attori famosi che ci recitano; il Mereghetti dà 2 stelline a qualsiasi cazzata.

Non sono sicuro di aver concluso la stagione dei film brutti, sento di avere ancora frecce al mio arco. Resta la domanda: perchè vedere film brutti? Ancora non lo so. Devo vederne altri per potervi rispondere.

Ultimamente non ho molti motivi per risparmiare denaro

Di recente mi sono messo a fare shopping online. Niente di che, avevo voglia di vedere dei cartoni animati, così sono finito su Amazon e ho comprato alcuni DVD. Poi mi sono ricordato di Don Hertzfeldt e che volevo dargli dei soldi, così ho preso anche i suoi DVD.

CONTRO

Vivo da solo e lavoro fuori casa tutta la settimana. I corrieri sono una cosa disastrosa in quanto a sensibilità per questo mio problema. Inoltre spesso non puoi scegliere il corriere da usare 😦 Esperienza positiva: TNT – non mi trovano a casa, mi chiamano chiedendomi cosa voglio fare. Dico che passo io, sono aperti fino alle 19.30 e relativamente vicino casa mia. Oh!Yeah! Esperienza negativa: Bartolini – non mi trovano a casa e lasciano un foglio che non è valido per il ritiro in magazzino. Sul foglio c’è scritto di chiamare eventualmente ma gli orari sono 9-12.30 e 15-17.30 (quasi peggio delle poste). In maniera rocambolesca il giorno seguente riesco ad ottenere che il pacco non venga nuovamente recapitato ma per poter andare a ritirarlo devo far mandare una mail dal mittente che blablabla…..alla fine va tutto bene, ma customer satisfaction -10.

PRO

È molto comodo poter soddisfare le proprie passioni stando comodamente seduti al pc. Senza considerare che online si trova molto di più di quanto si riesce a trovare in molti negozi. Ma le due cose che mi danno più soddisfazione sono:

1. la possibilità di dare soldi alla gente che se lo merita! (stasera sono diventato fan di kickstarter, ma c’è anche etsy, threadless, ecc. ecc.)

2. il fatto che quando si riceve un pacco è un po’ come fosse Natale

Oggi mi sono commosso un po’

Oggi è la Festa di Liberazione e ho rispolverato il volume di Pazienza su Pertini. Era anche una bella giornata di sole, ne ho approfittato per andare a lavare l’auto. Non ho fatto molto altro, sono rimasto a casa, ho letto, ho scribacchiato.

Ho pensato a Guglielmo e Julia, che domani si sposano in Lussemburgo. Così ho ripensato anche alle persone lontane a cui voglio bene, a Venezia che è stata la genesi delle relazioni a cui tengo di più. E mi sono accorto che non c’entra tanto l’università, il tempo libero, le cose fatte insieme e la gioventù-che-bella-la-gioventù-ma-non-torna-più.

L’unica cosa che conta è il peso dei legami che si sono creati. Mi sono un po’ commosso a ripensarci. Perchè mi sono accorto che un grosso pezzo delle mie emozioni è collegato a tante persone diverse.
Anche se razionalmente non posso credere a frasi come “per sempre”, ogni volta che ripenso alle persone che mi stanno a cuore ho molta fiducia nella solidità di queste emozioni. È come se fossero qualcosa di tangibile, l’accendino in tasca, il tatuaggio, le chiavi dell’auto. Non ci pensi mai, poi ci passi la mano sopra e sono lì, semplicemente.

 

Appunti di viaggi

Londra

La cosa simpatica di Londra è che ha più o meno lo stesso clima di Rovigo, con più vento. Matte e Benni stanno bene, hanno una casa nuova strafica e 2 gatti. C’erano anche Ruggero e Moreno. Una cosa veramente fica di Londra sono i musei giganteschi e gratuiti. Quelli dove puoi starci ore e ore senza sentire il bisogno di leggere le targhette delle opere esposte, passeggiando e chiacchierando del più e del meno e fermandoti di tanto in tanto a esclamare “porca puttana che figata”. Al museo delle Scienze e della Tecnica mi sono veramente sentito a casa, finendo per saccheggiare il bookshop. Se sentite offerte di lavoro per quel posto, fate un fischio.

Altro dato importante, se andate a Londra, dovete andare a pranzo da Yashin. Preparatevi a spendere anche 30 sterline, ma vi garantisco che ne vale la pena. Se ci ripenso mi emoziono. Grazie Benni 🙂

Istanbul

Bella gita col fratello, milioni di abitanti, ottima cucina, diverse cose da vedere, le principali in 2 giorni circa ve le fate tutte. Ho sperimentato per l’ennesima volta in questi anni la modalità “viaggio allo sbaraglio” e mi sono accorto che non sempre funziona. Se dall’altra parte avete agganci può essere un’idea saggia (solitamente l’aggancio offre un’ottima scelta delle cose da fare con poco tempo a disposizione), ma se siete soli e, soprattutto, non conoscete la lingua del posto, meglio viaggiare preparati. Quindi mi sono ripromesso che se mi capitano altri casi simili cercherò di spendere almeno qualche ora a prepararmi su storia/cultura/lingua del paese che vado a visitare.

Suggerimenti per il cibo: il panino col pesce al porto merita, oppure Kenan Usta Kebap (finiti per caso, ottimi piatti), altre cose di cui non ricordo il nome. Ad ogni modo se la sera ve ne state a Beyoğlu siete a posto.

Venezia

Che dire, un viaggio nel tempo. Credo fosse il periodo più lungo dall’ultima volta che ci sono stato, diversi mesi. Per la prima volta ho sentito nostalgia per Venezia. Dopotutto sono stato una delle ultime persone ad abbandonare definitivamente la laguna, quindi spesso non capivo il trasporto emotivo di chi, emigrato, tornava qualche ora o qualche giorno. Beh, finalmente l’ho capito!

La stazione si è completamente trasformata, quindi già l’arrivo è traumatico. Hanno chiuso il Verde!! Uno dei bar più anonimi della storia dei bar, ma che grazie alla sua atmosfera fuori dal tempo ci permetteva di stare seduti interi pomeriggi a far niente, occupando 3-4 tavolini contemporaneamente.

Abbiamo girato tutto il giorno sotto la pioggia ma è stato proprio bello. Non ci sono foto di: una discesa in Querini, a vedere un workshop per bimbi cui partecipava il fratello di Bea, la cena con la pizza dell’Anfora e la nottata per baretti.

E il giorno dopo me ne andai a votare